this ok Sentence Zürcher Appell - Appello Internazionale - in italiano

Zürcher Appell

 

 

Appello Internazionale
per la tutela dell’indipendenza scientifica
(pubblicato il 28 febbraio 2013)

Oggi che le cooperazioni fra economia privata e università pubbliche sono divenute anche in Europa ormai quasi la norma, è necessario porsi nuovamente alcune domande fondamentali: che cos’è un’università? E quale funzione ha un’università all’interno della società?

Le università sono sorte dall’idea di poter fornire alla libera ricerca, alla libera formazione e al libero insegnamento un luogo protetto e sottratto ai circuiti del mercato. Le università sono al servizio del bene comune e conseguentemente è la collettività a farsi carico di esse. Direttamente legato a tale idea fondatrice è l’ethos scientifico: esso mantiene libero quel particolare luogo che è l’“università” da qualunque interesse o speculazione di carattere politico, ideologico o economico. La libertà d’insegnamento e di ricerca è protetta dalla Costituzione.

Sulla base di tali premesse è evidente che un’università pubblica non può compromettersi, attraverso una cooperazione o uno sponsoring, con istituzioni che l’opinione pubblica associa a scandali e a condotte poco conformi all’etica. Ciò nuocerebbe al credito di tutte le università e pregiudicherebbe l’indipendenza di ricercatrici e ricercatori, in particolare di coloro che vengono finanziati direttamente da tali istituzioni. In tal modo i ricercatori perderebbero il loro status di garanti di una scienza indipendente ed eticamente attenta.

Anche l’Università di Zurigo sorse, nel 1833, dal patrimonio ideale dell’indipendenza. Essa fu la “prima università d’Europa, che fu fondata non da un principe o dalla chiesa, bensì da uno stato democratico.” Motivo di fierezza, tale dichiarazione si trova ancor oggi sull’homepage dell’Università di Zurigo. Ma le attuali università, nell’epoca della cooperazione e dello sponsoring, sono ancora sufficientemente indipendenti?

Nell’aprile del 2012 la direzione dell’Università di Zurigo ha negoziato a porte chiuse un contratto di cooperazione con i vertici dell’UBS (Union Bank of Switzerland). Contenuto dell’accordo è uno sponsoring per un valore di 100 milioni di franchi svizzeri e la creazione di uno “UBS International Centre of Economics in Society” all’interno dello spazio universitario. Né il cittadino né i ricercatori e i docenti sono stati interpellati in proposito. L’accordo fra UZH e UBS è stato concluso nella primavera del 2012 in segreto.

Gli aspetti problematici dello sponsoring si mostrano qui con particolare evidenza: la direzione dell’università consente che la banca utilizzi lo spazio accademico quale piattaforma per i propri interessi. Eppure proprio l’UBS ha mostrato in passato di condurre operazioni assai poco conformi all’etica. Che ora l’UBS possa addirittura apporre il proprio logo sull’Università di Zurigo non ha più nulla a che fare con la scienza, bensì solo con il marketing.

Questo è un esempio particolarmente lampante degli aspetti problematici legati allo sponsoring nell’ambito delle scienze. Tuttavia esistono, anche in altri paesi d’Europa, diversi ulteriori esempi di problematici rapporti di sponsorizzazione delle università (così, ad esempio, nel giugno 2011 la ‘Deutsche Bank’ ha dovuto interrompere un discutibile rapporto di sponsoring con un’università a causa delle giustificate critiche da parte dell’opinione pubblica). Ciò mostra quanto uno sponsoring legato a interessi particolari e ad accordi segreti comporti (a differenza del mecenatismo o di donazioni disinteressate da parte di fondazioni) un pericolo per l’indipendenza della ricerca e dell’insegnamento universitari. Ad essere in gioco è l’ethos accademico.

Quali cittadini, ricercatrici, scienziati e studenti lanciamo un appello alla direzione delle università e a tutti i responsabili per la formazione tanto in patria quanto all’estero, affinché custodiscano con cura i beni preziosi della libertà e dell’indipendenza accademica, protetti dalla Costituzione, e evitino che l’ethos scientifico venga messo a repentaglio a causa di cooperazioni dai tratti più che discutibili.

La lista dei primi 27 firmatari
alfabetico

Prof. Dr. Andreas Auer,

Professor für Öffentliches Recht, Universität Zürich, sowie Direktionsmitglied des Zentrums für Demokratie, Aarau

Prof. Dr. Peter Bieri,

Schriftsteller und emeritierter Professor für Philosophie, Freie Universität Berlin

Prof. Dr. Hans Christoph Binswanger,

emeritierter Professor für Volkswirtschaftslehre, Universität St. Gallen

Prof. Dr. Mathias Binswanger,

Professor für Volkswirtschaftslehre, Fachhochschule Nordwestschweiz, Olten

Prof. Dr. Andreas Brenner,

Professor für Philosophie, Universität Basel und Fachhochschule Nordwestschweiz, Basel

Prof. Dr. Dr. h.c. Pierre Bühler,

Professor für Systematische Theologie, Universität Zürich

Prof. Dr. Pio Caroni,

emeritierter Professor für Rechtsgeschichte und Schweizerisches Privatrecht, Universität Bern

Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Kurt Flasch,

emeritierter Professor für Philosophie, Ruhr-Universität Bochum

Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Bruno S. Frey,

emeritierter Professor für Ökonomie, Universität Zürich, sowie Distinguished Professor of Behavioural Science, Warwick Business School at the University of Warwick, UK

Prof. Dr. Daniel Hell,

emeritierter Professor für Klinische Psychiatrie, Universität Zürich, sowie ehemaliger klinischer Direktor an der Psychiatrischen Universitätsklinik Zürich

Prof. Dr. Jochen Hörisch,

Ordinarius für Neuere Germanistik und Medienanalyse, Universität Mannheim

Prof. Dr. Ursula Pia Jauch,

Titularprofessorin für Philosophie, Universität Zürich

Prof. Dr. Hans Ulrich Jost,

emeritierter Professor für Zeitgeschichte, Universität Lausanne

Univ. Prof. Dr. Konrad Paul Liessmann,

Professur für Methoden der Vermittlung von Philosophie und Ethik, Universität Wien

Prof. Dr. Dr. h.c. Giorgio Malinverni,

emeritierter Professor für Verfassungs- und Völkerrecht, Universität Genf, sowie ehemaliger Richter am Europäischen Gerichtshof für Menschenrechte, Strasbourg

Prof. Dr. Dr. h.c. Pierre Moor,

emeritierter Professor für Staats- und Verwaltungsrecht, Universität Lausanne

Prof. Dr. Markus Müller,

Professor für Staat- und Verwaltungsrecht sowie Öffentliches Verfahrensrecht, Universität Bern

Dr. Dr. h.c. Klara Obermüller,

Publizistin, Männedorf

Prof. Dr. Dr. h.c. Margit Osterloh,

emeritierte Professorin für Ökonomie, Universität Zürich, sowie Professor of Management Science, Warwick Business School, University of Warwick, UK

Daniel de Roulet,

Schriftsteller, Genf

Prof. Dr. Marcel Senn,

Professor für Rechtsgeschichte, Juristische Zeitgeschichte und Rechtsphilosophie, Universität Zürich

Prof. Dr. Gottfried Schatz,

emeritierter Professor für Biochemie am Biozentrum, Universität Basel, ehemaliger Präsident des Schweizerischen Wissenschafts- und Technologierates

Prof. Dr. Andreas Urs Sommer,

Professor für Philosophie, Albert-Ludwigs-Universität Freiburg i. Br.

Prof. Dr. h.c. Hans Peter Walter,

emeritierter Professor für Privat- und Wirtschaftsrecht, Universität Bern

Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Niklaus Wirth,

emeritierter Professor für Informatik, ETH Zürich

Prof. Dr. Jean-Claude Wolf,

Professor für Ethik und Politische Philosophie, Universität Fribourg i. Ue.

Prof. Dr. Libero Zuppiroli,

emeritierter Professor für Physik, ETH Lausanne